e soltanto nel buio giocava?
E del sole che trafigge i solai che ne sai?
Presuntuoso, penserete voi, da parte di un paio di ragazze che appena superano i venticinque anni, servirsi delle parole di un grande artista, pilastro del cantautorato italiano, al fine di dare vita a un progetto di scrittura più o meno creativa online.
E di un mondo tutto chiuso in una via?
E di un cinema di periferia?
Che ne sai della nostra ferrovia? Che ne sai?
Può darsi. Sono opinioni. Dal nostro modesto punto di vista, questo altro non è che un umile omaggio, che gentilmente aiuta la nostra espressione con parole ben più giuste di quelle che noi potremmo mai trovare.
Conosci me, la mia lealtà
Tu sai che oggi morirei per onestà.
Conosci me, il nome mio
Tu sola sai se è vero o no che credo in Dio.
Definire in poche righe l'idea intorno a cui ruota questo spazio è alquanto difficile, dal momento che nemmeno noi abbiamo ben chiara la direzione che potrebbe prendere questa strada che abbiamo deciso di percorrere insieme. Le basi che vogliamo porre partono dal presupposto di creare un luogo virtuale dove dare vita a storie, racconti, riflessioni su uno svariato numero di argomenti, dove mettere nero su bianco pensieri e parole.
Che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un amore profano?
La paura di esser preso per mano
Che ne sai?
Ma chi sono di fatto Federica e Giada? Si sono conosciute in un ambiente dove lo scambio di idee è quasi obbligatorio, l'università. Più precisamente alla facoltà di Scienze antropologiche ed etnologiche dell'Università degli studi di Milano-Bicocca. Titolo di laurea dal nome tanto sconosciuto, quando complesso e altisonante, che entrambe sono, non senza fatica, riuscite ad ottenere.
Che ne sai di un ragazzo per bene, che mostrava tutte quante le sue pene?
Che ne sai di un viaggio in Inghilterra?
Che ne sai di un amore israelita?
Che ne sai?
Quante volte rivolgiamo queste parole a un qualsiasi interlocutore al fine di escluderlo dalla conversazione a causa di una presunta ignoranza che gli imputiamo il più delle volte senza verificarla? Quante volte gli abbiamo conferito un tono accusatorio, con lo scopo di attaccare verbalmente qualcuno? Siamo più che certe che almeno una volta nella vita ognuno di noi abbia pronunciato queste parole con più o meno leggerezza.
Che ne sai di un ragazzo che ti amava?
Che parlava e niente sapeva?
Eppur quel che diceva chissà perché, chissà
si tu lo sai
adesso è verità.
Ponendo le basi sul fatto che nessuno sa tutto di tutto, che non si sa mai tutto neanche limitando gli argomenti di riferimento, che di fatto sono più i dettagli che ci sono sconosciuti che quelli che realmente possiamo affermare di conoscere senza riserve e che la verità è spesso e volentieri filtrata dagli occhi di chi la osserva, ci diamo il privilegio di narrare qui un punto di vista, anzi due.
Conosci me
quel che darei
perché negli altri ritrovassi gli occhi miei.
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